“...'Cause all that you have is your soul”
Tracy Chapman

 

 

Classificare i comportamenti umani non è mai semplice, tanto meno comprenderli a pieno. Quando si tratta di infedeltà tutto si complica a causa di pregiudizi e stereotipi.

Porto qui una breve storia non reale, ma realistica.

Paola è un nome fittizio, come di fantasia è l’identità di questa paziente, che rappresenta una summa di alcune esperienze cliniche.

Grazie alle persone che mi hanno concesso il privilegio di condividere certi turbamenti, ho elaborato questa pseudo seduta.

Paola ha 42 anni, un marito e due figli che frequentano la scuola elementare. È una donna affascinante, ma le fatiche quotidiane le hanno appesantito la linea degli occhi, che tuttavia spiccano vivi e scintillanti.

Un giorno, non saprebbe dire con esattezza dove, se davanti alla scuola dei bambini, ad una partita di calcio oppure al supermercato, ha incontrato altri due occhi luminosi che facevano contrasto con il grigiume dell’abbigliamento che li contornava. Andrea le aveva sorriso cordialmente, forse come fa con tutti i conoscenti, e chissà se si era accorto che quel sorriso era diverso da tutti gli altri.

Ritornando a casa dal lavoro, Paola non riusciva a rinunciare ai suoi pensieri colpevoli, indirizzati ad un estraneo e così lontani dal suo uomo, il marito che si ritrovava ogni sera nel letto e seduto a tavola insieme ai bambini. Perché non ritrovava la vita nei suoi occhi e perché la testa si affollava di pensieri che solo un mese prima avrebbe aspramente condannato?

A volte se la prendeva con la terapia, rea di dare corda a certi vaneggiamenti.

Così in seduta ci ritroviamo a discorrere su quella sensazione di vitalità e ci chiediamo se non sia se stessa ciò che Paola sta cercando, una se stessa perduta che forse un giorno era o che non è mai stata, ma che potrebbe ancora maturare.

Se gli occhi vivi che ha incontrato hanno aperto un varco dentro ai suoi, allora questa potrebbe essere l’occasione per andare fino in fondo, in fondo a se stessa.

Ora il tema è la felicità e se sia possibile approntare la vita intorno a noi in modo che sia anche un’emanazione del nostro essere.

Tutto ciò non si esaurisce in colui con cui si condivide il letto alla sera, così come in chi ispira un’avventura o un nuovo inizio.

Il dubbio, che si è aperto come uno squarcio nel cielo sereno, diviene occasione per costruire nuovi significati e dotare di senso il reale che intorno a noi muta continuamente.

Trovare se stessi significa arricchire i rapporti e l’incontro con l’altro, ossigena e ravviva il nostro essere, mettendolo a servizio del prossimo e del mondo intorno a noi.

Ecco, ora diviene un po’ più chiaro cosa stiamo cercando.

Quella passione risvegliata nell’attimo di un incontro si fa specchio per guardarsi dentro e migliorarsi.